Ovest

Come Zeus contro i Titani, Warriors vs Cavs: parola di Steve Kerr

Francesca Bellizzi
16.01.2018 10:24
Come Zeus contro i Titani. Come Roger Federer contro Rafa Nadal. Come Fausto Coppi contro Gino Bartali. Come Niki Lauda contro James Hunt. Come il Barcellona di Messi contro il Real Madrid di Ronaldo. Come Bill Gates contro Steve Jobs. Come sempre, ancora una volta, Golden State Warriors contro Cleveland Cavaliers. Una sfida che ha il sapore inconfondibile dell’eterno ritorno, una storia mai uguale a sé stessa, che si ripete tra le note squillanti della vittoria e quelle stonate delle sconfitta. Una lotta tra giganti tutta contemporanea, che si nutre avidamente del passato per proiettarsi in un futuro che non ha ancora scritto la parola “fine”. Perché non importa se, alla fine della stagione, i guerrieri della Baia si troveranno ancora faccia a faccia con la poderosa corazzata dell’Ohio: certe ostilità sono dure a morire, e il divampante desiderio di rivalsa anche. D’altra parte, il miglior modo per vendicarsi dei propri nemici è dimostrarsi più forti. E questo un agonista del calibro di coach Steve Kerr lo sa bene. Alla vigilia del ritorno dei Warriors al fortino di LeBron James e compagni, il coach della franchigia californiana non ha avuto peli sulla lingua. Alla penna di Mark Medina, giornalista per il celebre quotidiano statunitense The Mercury News, Kerr ha parlato con ruvida franchezza e spiazzante onestà. Parola d’ordine: vittoria. A qualsiasi costo. Specie se dall’altra parte è schierato il nemico pubblico numero uno.
“Vogliamo semplicemente farci il culo a vicenda. Non ne abbiamo mai fatto mistero. D’altra parte, è così che deve essere. Gli uni devono cercare di battere gli altri. In passato, la rivalità più accesa era quella tra i Los Angeles Lakers e i Boston Celtics [due franchigie scontratesi alle Finals per ben dodici volte]. Ebbene, il nostro duello con Cleveland non ha niente di diverso, è lo specchio  delle contese ai tempi della moderna NBA. In campo scendono delle vere e proprie superstars. Abbiamo a referto tre incontri consecutivi alle Finals, una marea di partite disputate e un numero incalcolabile di spettatori. In definitiva, l’aria è pervasa da un’emozione davvero speciale quando entrambe le squadre scendono sullo stesso parquet”.
La sfida è aperta. E per quanto diversi possano essere ambizioni e obiettivi delle due squadre, una cosa è certa: in un duello ad alto coefficiente di tensione, adrenalina e difficoltà, lo spettacolo è sempre garantito. D'altra parte, se la vittoria non contasse nulla, perché mai tenere il conteggio dei punti? Golden State è determinata a tenersi stretto il tanto agognato primato guadagnato ad ovest, anche e soprattutto in vista dell’ormai prossimo ritorno in campo di un diretto contendente del calibro di James Harden. Dall’altra parte, Cleveland non aveva scelta. Non dopo tre sconfitte rimediate in altrettante partite consecutive, ma il tabellino alla fine del match di questa notte recita 108 a 118 per la banda di Steve Kerr. Ennesimo ko per LeBron James ed ennesima vittoria per Kevin Durant e coach Kerr. Come Zeus contro i Titani, dicevamo. Come sempre, ancora una volta, Warriors contro Cavs. Una moderna titanomachia, una guerra tra generazioni divine alla conquista della vittoria. Alla conquista della storia. Alla conquista dell’immortalità. Alla conquista delle prossime NBA Finals?!

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