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La magia del TD Garden avvolge Jaylen Brown e la scomparsa del suo migliore amico

17.11.2017 16:17
La vita molto spesso ci mette difronte a circostanze difficili a cui reagire. In genere si aspetta che il momento triste passi senza fare nulla, senza reagire, senza combattere alle avversità che si possono trovare durante il percorso di vita. Qui i grandi uomini, quelli che si distinguono dalla massa, affrontano con tutte le loro forze le disgrazie accadute diventando, per molti, fonte d'ispirazione. Arrivi da 13 vittorie consecutive, è il tempo di giocare contro i Golden State Warriors al TD Garden, è un momento speciale per te e per tutta la squadra. Eppure il destino alcune volte è davvero bastardo, ti mette difronte alla morte prematura del tuo migliore amico. Ti crolla il mondo addosso, vorresti rinchiuderti in casa per non uscire più. Ed adesso cosa fai? Come reagisci? Sei in grado di sopportare un peso del genere? Jaylen Brown non voleva giocare, era troppo forte il suo dolore per la scomparsa di Trevin Steede, ma la madre del giovane ragazzo non ne voleva sapere e lo ha costretto a scendere in campo. Doveva farlo per onorare la sua memoria, per ripensare ai pomeriggi passati al campetto. Risultato? 22 punti, vittoria sui campioni in carica, 14esimo successo consecutivo, con tanto di stoppata a Kevin Durant e palla recuperata a Steph Curry. C'è stata un'emozione particolare al TD Garden per tutto il match. La pallacanestro, in tutta la sua gloria simbolica, può spingere gli atleti a sfoderare sul campo prestazioni incredibili nonostante la paura, rabbia e profonda tristezza. I tifosi e gli avversari, in qualità di testimoni scettici di questi momenti, possono provare ad abbattere moralmente i giocatori quando sono giù, ma molto spesso tutto ciò si ritorce contro di loro perchè il destino è più forte di tutto. Sarà forse la magia del TD Garden che fa compiere questi autentici miracoli: tutti ricordano ancora cosa è stato capace di fare Isaiah Thomas, negli scorsi playoffs contro gli Washington Wizards, dopo la morte della sorella.
"Avevo molti pensieri nella testa, ma dopo aver parlato con la madre e la sua famiglia, c'è stata l'ispirazione di uscire e giocare, anche se non volevo. Non volevo lasciare la mia stanza. Ma loro mi hanno ispirato a uscire e dare il meglio. Sono uscito, ho giocato, e lo spirito oggi dei compagni di squadra mi hanno aiutato".
- Jaylen Brown -
Non c'era bisogno di questa partita per notare quanto Jaylen sia migliorato in questa stagione. Giocare in una macchina perfetta come quella di Brad Stevens rende tutto più facile, ma certamente ci sta mettendo tanto del suo: è diventato un giocatore più completo, ancor più decisivo in difesa (settimo per defensive rating), in più è diventato più affidabile al tiro (è passato dal 34% della scorsa stagione al 37% nel tiro da tre punti) e la sua presenza in attacco è diventata imprescindibile. Ha un totale nel Net Rating  di 11.7 punti, con 15.1 punti, 6.8 rimbalzi ed 1.1 assist a partita. Il numero 7 dei Celtics è il quarto nella classifica dei maggiori incrementi per punti segnati rispetto alla passata annata. Il primo è Porzingis (+11.4), a seguire Jonathon Simmons (+8.8), Giannis Antetokoumpo (+8.4), Jaylen Brown (+8.1) e Victor Olapido (+7.9). In estate Danny Ainge doveva scegliere chi tenere tra Kelly Olynyk, Avery Bradley e Jaylen Brown. Inutile dire che, anche questa volta, il geniale GM dei Boston Celtics ci ha visto lungo e ora Brown, dopo la scomparsa di Trevin, avrà una motivazione in più per spingersi oltre i propri limiti, se mai ce ne fossero...

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