Philadelphia 76ers

LeBron James designa pubblicamente il proprio erede al trono: Ben Simmons!

Antonello Brindisi
02.03.2018 21:26
La grande prestazione corale offerta nella notte dai Philadelphia 76ers, protagonisti di un entusiasmante vittoria on the road ai danni dei Cleveland Cavaliers (incontro terminato 108 a 97), è stata ulteriormente impreziosita dall'investitura regale offerta da LeBron James nei confronti di Ben Simmons. Dopo aver svolto il ruolo di Cicerone nel corso dell'ultima preseason (come testimoniato dalle foto postate sui social network, spesso i due giocatori hanno condiviso il campo d'allenamento), il Re ha quindi deciso di designare pubblicamente il proprio erede al trono. Un sorprendente atto di stima ed affetto che propone cosi la definitiva consacrazione al talento offerto dal rookie dei Sixers nel corso di questa incredibile regular season da 16.6 ppg, 7.7 rpg, 7.4 apg, 1.6 spg e 0.9 bpg in 59 presenze sul parquet (tutte dalla line up titolare di coach Brett Brown). Delle cifre statistiche da capogiro, coadiuvate con estrema regolarità a delle prestazioni individuali da vero uomo franchigia. Il merito di questa drastica evoluzione cestistica va attribuita senza mezze misure a Brett Brown, perspicace tecnico che ha prontamente scommesso sulla grande visione di gioco del ventunenne australiano, consegnandogli lo spot di playmaker titolare della propria squadra (clicca qui per saperne di più). Una lungimiranza pronta oggi a dare i propri frutti, consegnando alla franchigia della Pennsylvania un giocatore tanto incisivo a canestro quanto completo nella costruzione di gioco. A stupire non è infatti il ruolo di leader carismatico dei Sixers, effige che spetta di diritto a Joel Embiid, quanto l'apporto quantitativo e qualitativo che Ben Simmons garantisce, partita dopo partita, alla propria squadra. Le 6 triple doppie e le 18 doppie doppie messe a referto nel corso di questa stagione, rappresentano perfettamente la duttilità tecnica del giovane prospetto, costantemente pronto a mettere in ritmo il gioco dei propri compagni. Una caratteristica quanto mai vicina al rivoluzionario modus operandi introdotto da LeBron James (26.7 ppg, 8.4 rpg, 9.0 apg, 1.5 spg e 0.9 bpg) nel corso delle sue 15 stagioni in NBA. Andando a porre un paragone statistico con la stagione d'esordio del Re (prima scelta assoluta nel Draft del 2003), in cui il numero 23 dei Cavaliers ha fatto segnare 20.9 ppg, 5.5 rpg, 5.9 apg, 1.6 spg e 0.7 bpg in 79 partite giocate (sempre titolare nello starting five di Cleveland), si può trovare una marcata affinità, seppur leggermente sbilanciata da una parte nella produzione offensiva di James e dall'altra verso una maggiore duttilità di Simmons. Andando a trasporre questi dati sul parquet invece, ci rendiamo conto di quanto sia stata forte l'influenza esercitata da LeBron James sulle nuove generazioni. Ponendosi come esempio per le nuove leve della National Basketball Association, le peculiarità tattiche del Re sono stato rapidamente studiate ed assimiliate dai tanti aspiranti campioni che sognano di emulare le gesta del proprio punto di riferimento. Di conseguenza, l'attitudine cestistica espressa in campo da Ben Simmons sembra poter dare un seguito all'attuale filosofia di gioco di LBJ piuttosto che creare un parallelo storico con la stagione da rookie del Prescelto. La grande propensione a creare un ponte generazionale nella storia recente della NBA rappresenta ormai da tempo il principale obiettivo personale di LeBron James, spingendo il campione NBA a designare con largo anticipo la classe d'elite dei futuri All-Star con un concreto intervento in prima persona. Molto spesso infatti, il natio di Akron ha seguito direttamente la crescita professionale dei propri pupilli, tra cui spiccano di certo Dejounte Murray e lo stesso Ben Simmons, aiutando le giovani promesse nei vari workout e spendendo puntualmente delle parole d'elogio davanti al progresso mostrato in campo dai propri assistiti. A sorprendere l'opinione pubblica quindi, non è tanto il pensiero espresso da James quanto il tempismo con cui il 3 volte campione NBA ha consacrato il proprio erede. Bisogna sottolineare che non si tratta di un segnale in vista della Free Agency 2018, ma di una tappa fondamentale di quel costante ricambio generazionale che garantisce alla lega americana le certezze necessarie al proprio proprio sviluppo. Vederemo se il talento di Ben Simmons riuscirà a trascinare Philadelphia verso una postseason colma di speranza ed entusiasmo. Un eventuale ascesa nei Playoffs da parte del numero venticinque dei Sixers andrebbe infatti a consolidare la candidatura proposta dal Re, riportando in vetta l'orgoglio del Wells Fargo Center e rivendicando contemporaneamente il pieno diritto ad occupare il trono difeso da James.

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