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Derrick Rose: "Non sono depresso, amo ancora il basket!"

Emanuele
27.12.2017 17:27
Mentre LeBron James ed i Cleveland Cavaliers si stavano preparando sul parquet della Oracle Arena in vista della partita di Natale contro i Golden State Warriors, Derrick Rose terminava il suo allenamento e si dirigeva verso lo spogliatoio per cambiarsi. Eppure non è passato così tanto tempo da quando l'MVP della stagione 2011 era considerata una superstar, proprio come James. Tuttavia gli infortuni al ginocchio hanno sconvolto totalmente quella che sembrava essere una potenziale carriera da Hall of Famer, tanto da costringere il 3 volte All-Star ad abbandonare la sua città natale, Chicago, ed i suoi sogni di gloria, i Bulls. Ma non è tutto perchè dal 22 novembre scorso Rose, oltre all'ennesimo infortunio (questa volta alla caviglia), si è preso anche un periodo di riflessione, che lo stava per portare a dire addio al basket giocato. Pericolo scampato dunque e dopo il "break" l'ex giocatore dei Knicks è tornato a Cleveland il 4 dicembre scorso, per continuare la fisioterapia, e soprattutto per far sapere ai propri fans che non è assolutamente depresso, che sta migliorando fisicamente e che soprattutto ama ancora il basket.
"Bisogna solo pazientare, sto bene. Mi sto solo prendendo del tempo. Non dovete preoccuparmi per me. Non sono depresso. Sto bene. Molte persone pensano che io sia depresso a causa di quello che sto passando. E' l'esatto contrario. Ho imparato dai miei errori. Resto con la mia squadra e con la mia famiglia".
In una lunga intervista a The Undefeated, Rose ha parlato della sua guarigione, del privilegio di giocare con un mostro sacro come LeBron James e che cosa significherebbe vincere un titolo NBA. Ecco l'intervista integrale: Ti manca il gioco?
"Il gioco è in me. Ecco perchè sono qui. Fa parte della mia vita. Non posso spiegare quanto ho dedicato e sacrificato la mia vita per questo gioco. Nessuno sarà in grado di capirlo. Ci vogliono troppe ore per spiegarlo. Nessuno lo capirà mai."
Perchè non lo capiranno?
"Devi essere abbastanza pazzo per farlo. Ci sono solo poche persone che dedicherebbero delle ore per capirlo. Quindi penso che nel mondo del basket e in qualsiasi altra professione ci siano solo poche persone che lo capisca".
Come si sente ora il tuo corpo? So che hai effettuato alcuni test fisici.
"Sta bene. Sto provando a migliorare un giorno alla volta. Sono consapevole di tutto e sto cercando di restare in quella routine in cui mi trovo dagli ultimi 10 anni".
Che tipo di supporto ti hanno dato i Cavaliers durante la tua assenza? E' stato meglio che ti abbiano lasciato solo?
"Mi hanno lasciato solo e sono grato ai miei compagni di squadra, Koby (Altman, il general manager), la franchigia e il front office. Hanno dimostrato che si preoccupano veramente per me. Sono felice di far parte della squadra. Loro sanno che voglio far parte di essa, che voglio giocare. Si tratta soltanto di prendermi il mio tempo."
Sei arrivato vicino al ritiro?
"No. Questa è una cosa stupida, non voglio nemmeno parlarne. E sono contento che LeBron abbia capito come mi sono sentito in questo ultimo periodo".
Hai qualche idea su quando tornerai in azione?
"No. Non c'è fretta. Devo riabilitare la caviglia e sono felice che lo staff medico si stia prendendo cura del mio problema. Ogni giorno e ogni settimana miglioro su qualcosa di diverso. Al momento non riesco a pensare ad una data di ritorno in campo. Traggo il massimo dai mie giorni, solo così posso tornare il più presto possibile".
Cosa potresti fare ora che non avresti potuto fare un mese fa?
"Correre. Non potevo correre. Ora invece posso muovermi. La gente non sapeva che non ero in grado di muovermi e giocare a basket. Non ero in grado di correre perchè la caviglia non me lo ha permesso per un mese di fila. Ora è migliorata."
Ora quali sono le tue riflessioni sulla tua carriera in NBA?
"La gente dimentica che il mio primo infortunio è stata una lesione del legamento crociato anteriore. Un sacco di ragazzi se ne sarebbero andati. Ho avuto cinque interventi chirurgici e ho avuto una frattura all'occhio. Sono troppo lontano per andarmene".
Cosa ti impedisce di andar via?
"Sono innamorato del gioco. Sono ancora un vincente. Mi piace ancora imparare ed in quale altro posto puoi imparare di più se non a Golden State o Cleveland? LeBron è stato alle Finals per otto volte in sette anni consecutivi. Ho giocato contro di lui un sacco di volte. Ho imparato tanto da lui e dall'intera squadra".
Quale è la parte migliore dell'essere vicino a LeBron ogni giorno?
"Apprendere continuamente nuove cose. Tutto quello che fa sembra semplice, ma non lo è affatto."
C'è molta meno pressione su di te ora, dentro e fuori dal campo, rispetto a quando eri a Chicago?
"Alla fine della mia esperienza lì non c'era alcuna pressione. Quando ero con Jimmy Butler non c'era mai alcuna pressione. Diciamo che abbiamo condiviso il peso, ma non ha funzionato."
Quanto possono essere forti i Cavaliers senza infortuni? (Anche Isaiah Thomas e Iman Shumpert sono out per infortunio)
"Non ho idea, ma Isaiah sta tornando ed io anche. Dobbiamo solo imparare a giocare l'uno con l'altro ora. Anche quando abbiamo perso, abbiamo giocato un grande basket. Adoro il modo in cui stiamo giocando".
Con i premi individuali che hai guadagnato e le apparizioni All-Star in pratica ti manca solo il titolo NBA. Cosa significherebbe diventare un campione con i Cavaliers?
"Significherebbe molto. Questo è uno dei motivi per cui sono venuto qui. Non vedo l'ora di tornare a giocare con questa grande squadra. Adoro i ragazzi che fanno parte della squadra. E' un esperienza incredibile. Sto imparando ad essere davvero un campione, partendo dal modo in cui LeBron si prende cura del suo corpo e di tutto."

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