Golden State Warriors

La nuova arma dei Golden State Warriors: il mid-range!

Riccardo Poletto
21.03.2018 23:17

Nonostante sia ritenuto il tiro meno efficiente su cui basare le proprie azioni offensive, quello dal mid-range sta diventando una delle armi in più dei Golden State Warriors. Effettivamente il tiro dalla media distanza non è il più usuale su cui basare l'attacco di una squadra: di certo è decisamente meno sicuro di un appoggio al tabellone, e poi vale un punto in meno rispetto al tiro pesante dai tre punti.

Chi, negli scorsi anni, ci ha fatto vedere che questo tipo di soluzione può pagare è DeMar Derozan. La guardia dei Toronto Raptors ha fatto del mid-range il suo marchio di fabbrica, fatto abbastanza inusuale in una lega in cui il tiro da dietro la linea dei tre punti sta assumendo sempre più importanza.

Nessuno ha però mai pensato che questa tendenza potesse allargarsi anche ad un'intera squadra. E, francamente, è anche sorprendente apprendere che la squadra che sta dando un grosso valore alla media distanza è la stessa squadra che ha rivoluzionato il gioco qualche anno fa a suon di splash dal valore di tre punti. Steph Curry, Klay Thompson e Kevin Durant sono degli ottimi tiratori da entro la linea dei 7 metri e 25, oltre che essere tre dei migliori tiratori dalla lunga distanza della NBA.

I Golden State Warriors (secondo quanto riportato da Ben Cohen sul Wall Street Journal) hanno fatto registrare cifre mai viste dalla media distanza da quando la NBA ha iniziato a prendere in considerazione questa particolare statistica. Oltre ai sopracitati, anche dei giocatori della panchina sono dei veri e propri esperti: David West ha affinato la tecnica per impreziosire il suo post alto e Shaun Livingston porta punti preziosi servendosi delle sue lunghe leve e tirando sopra la testa dei difensori.

Ma perché la franchigia della Baia ha deciso di puntare così tanto su una soluzione così inusuale? Il processo che ha portato il mid-range al centro dell'attacco gialloblù non è di certo partito da una libera scelta, piuttosto da una necessità. Facciamo qualche passo indietro per comprenderne meglio il motivo.

Il tiro da tre punti era diventato l'arma prediletta degli Warriors, che ne facevano un uso tanto spropositato quanto performante. Come conseguenza logica, gli avversari sono arrivati alla conclusione di negare completamente il tiro da tre ai vari Curry e Thompson, e di spingerli in penetrazione per vedere come se la sarebbero cavati con i layup nel pitturato.

Neanche a dirlo, in poco tempo la squadra ha affinato la tecnica anche da sotto, aggiungendo tagli dal lato debole con alley-oop annessi. Le difese hanno dovuto prendere dei provvedimenti anche in questo caso, con due opzioni possibili: spingere gli Warriors dietro la linea da tre (sconsigliato) oppure lasciare un tiro che, tutto sommato, non è così male per le difese, dato che quello dalla media distanza è un tiro abbastanza ostico, per cui servono mani morbide e tecnica nell'arresto.

Gli Warriors, nonostante la difficoltà, sono primi per percentuale dal mid-range con il 48.6% tra i 10 e i 14 piedi, il 48.3% tra i 15 e i 19 e il 43.3% tra i 20 e i 24. Poche altre squadre si fidano così tanto di questa conclusione, e questo fa del tiro dalla media distanza un fattore sorpresa nelle mani dei campioni NBA, che stanno aggiungendo un grosso e importante tassello al loro attacco in vista degli imminenti playoffs.

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