Philadelphia 76ers

Ben Simmons punta la corona: doppio confronto con il Re!

Simmons e James sotto la lente d'ingrandimento, per trovare analogie e differenze tra il Re e il Giovane Principe

Riccardo Poletto
26.04.2018 14:05

Quante volte è capitato di pensare "Cosa sarà la NBA senza LeBron James?"? Fino all'anno scorso sembrava una domanda con una risposta secca: non c'era nessuno lontanamente riportabile a James, inarrivabile per chiunque quanto a versatilità e strapotere fisico. Nemmeno un Kevin Durant o un Kawhi Leonard reggevano il paragone: la specie LeBron James sembrava pronta a svanire con il Re, ben lontana dall'essere replicata nuovamente in tempi brevi.

In questa stagione però, abbiamo assistito all'impensabile. Quel giocatore introvabile è stato finalmente identificato e porta il nome di Ben Simmons. Rimasto ai box per la sua prima annata nella lega, si è consacrato nella seconda, dimostrando sorprendenti abilità nel ruolo di direttore nell'orchestra di Philadelphia. Punti, assist, rimbalzi, fisico e giocate a dir poco spettacolari: non è passato troppo tempo prima che qualcuno parlasse di Simmons come il nuovo LeBron James. Era stato finalmente trovato il degno e legittimo erede del Re, inoltrandosi nel fitto bosco della regular season la point guard australiana non ha fatto altro che avvalorare man mano le tesi dei propri sostenitori.

Però si sa, i Playoffs sono una competizione diversa dalla stagione regolare: l'intensità cresce, così come crescono responsabilità, il livello della difesa, l' attenzione e naturalmente la posta in palio. Neanche a dirlo, James è riuscito tra mille difficoltà a trascinare i suoi Cavs ad un' insperata postseanon, aggiudicandosi comunque il quarto seed della Eastern Conference. Al terzo posto, forse più sorprendentemente, si sono classificati i 76ers di Simmons. Grazie alle 5 partite a testa giocate finora da entrambi nel primo turno, ci sono le condizioni per fare un confronto dei due giocatori in un palcoscenico determinante come quello dei Playoffs. La domanda che ognuno di noi deve porsi leggendo il paragone sarà: Ben Simmons può essere considerato un evoluzione generazionale del Re?

SIMMONS E LEBRON JAMES ALLA PRIMA POST-SEASON

Fare un paragone tra il tipo di giocatore che è Simmons e quello che era LeBron nell'annata 2005/2006 è tanto difficile quanto necessario. Per quanto l'australiano sia assimilabile solamente al James di oggi, il livello di maturità è naturalmente diverso: è giusto quindi fare un primo confronto tra i due prendendo in considerazione il leader dei Cavs quando ancora non aveva giocato tutte le stagioni, le serie di Playoffs e le Finals che lo hanno reso quel campione assoluto che stiamo ancora ammirando .

Il LeBron James di 12 anni fa aveva delle caratteristiche molto lontane da quelle attuali, il numero 23 dei Wine&Gold era una macchina da punti, devastante giocatore di uno contro uno che però non aveva la visione di gioco e la tecnica del passaggio di un vero costruttore di gioco. Erano soprattutto le condizioni della squadra che avevano portato James ad essere quel tipo di giocatore, dal momento che intorno non aveva nessuna vera stella che potesse aiutarlo. Una stella indiscussa, senza se e senza ma. Per dirla banalmente, o segnava lui, o non segnava nessuno

Di conseguenza, le medie ne giovavano: 30.8 punti nelle prime 13 partite giocate nei Playoffs tirando con il 47.6% dal campo, conditi con 8.1 rimbalzi e 5.8 assist in 46.5 minuti a partita. L'unica nota negativa erano le 5 perse di media ma questa è una cifra naturale per un profilo cestistico che giocava la maggior parte delle iniziative offensive della propria squadra. Decisamente medie niente male per un 21enne alla sua prima apparizione nella parte di stagione che conta.

Numeri diversi ma altrettanto solidi quelli di Ben Simmons nelle sue prime 5 partite dei Playoffs della sua carriera: doppia doppia di media con 18.2 punti (50% dal campo) e 10.6 rimbalzi in 37.6 minuti, statistica che nasconde quasi una tripla doppia se aggiungiamo i 9 assist prodotti nel corso della postseason. Anche per Simmons le palle perse sono tante, 4 a partita, rapportate comunque alla tendenza dei 76ers nel produrre turnover, 16 per la precisone nel corso delle singole partite del 1° turno dei PO.

Denominatore comune tra Simmons e il giovane LeBron, oltre ai tanti possessi giostrati, è la difficoltà al tiro da 3. 21 segnati su 63 per James (33%) in 13 partite, mentre una sola tripla tentata nella serie per la point guard dei Sixers, peraltro sbagliata. Lacuna che l'australiano, ben conscio del suo limite, dovrà obbligatoriamente risolvere in estate, dato che altrimenti rischierebbe di essere troppo limitato nel proprio repertorio offensivo. Nulla di impossibile, comunque.

Secondi nella Eastern Conference (con un 50-32), quei Cavaliers superarono i settimi Washington Wizards vincendo la serie per 4 a 2, per poi perdere la serie di semifinali di conference contro i Pistons per 4 a 3. Anche i 76ers (52-30) hanno superato il primo turno rifilando un 4 a 1 ai Miami Heat, e ora stanno aspettando di conoscere l'identità del loro prossimo avversario (Milwaukee Bucks o Boston Celtics).

Punti, fisico, e soprattutto personalità in campo: per mentalità, questo Simmons ricorda quel James.

SIMMONS E LEBRON JAMES OGGI

Il confronto tra questi due fuoriclasse, almeno dal punto di vista tecnico, è certamente più semplice se si prende in considerazione il LeBron James di quest'anno. Due registi spettacolari, capaci di controllare il ritmo della partita, con un tecnica del passaggio di finissima qualità, una visione di gioco a 360 gradi, unita ad una capacità di coinvolgere i compagni dentro la partita fuori dal comune, senza dimenticare naturalmente l'ingente apporto al tabellino dei punti segnati. Certamente il Re è un attaccante naturale, mentre Simmons si trova meglio a mettere i compagni nella condizione di fare bene, ma comunque 15.8 punti di media nella regular season (che poi sono diventati 18.2 nella post-season) non sono da tutti.

Mentre le cifre di Simmons sono già state riportate sopra (18.2 ppg, 9.0 apg, 10.6 rpg), quelle di James quest'anno sono fantascientifiche: alla sua 14° stagione NBA, 34.8 punti, 8 assist e 11.4 rimbalzi a partita con il 55% dal campo giocando 42.6 minuti di media in queste prime 5 gare di Playoffs.

Anche in questo caso i numeri si spiegano mettendo la lente d'ingrandimento sui compagni. Senza volere assolutamente screditare la stagione del numero 23, la squadra che dovrebbe dargli manforte in realtà gli sta solo mettendo i bastoni tra le ruote. Testimonianza di questo forte contrasto è la maxi trade messa in atto l'ultimo giorno predisposto dalla trade deadline, evento che ha rivoluzionato gran parte della squadra. Nonostante gli scambi però, la situazione non ha prodotto i risultati sperati dato che, nonostante le cifre prodotte da The Choosen One, Cleveland non sembra all'altezza di un amizioso cammino nei PO, attualmente impegnata in un ostico 3 a 2 nella serie contro gli Indiana Pacers.

Dall'altra parte, Simmons è circondato da giocatori in forma che stanno lavorando benissimo: i vari Belinelli, Redick, Embiid e Covington consentono all'australiano di pensare al proprio gioco e alla propria crescita, senza dover fare i salti mortali per portare a casa una faticosa vittoria. C'è però il rovescio della medaglia: mentre LeBron è il vero leader, essendo l'unico a poter prendere le redini della squadra, la presenza dei numerosi veterani tra le fila dei Sixers non consentono a Simmons di essere nello spogliatoio ciò che è in campo, ossia il perno della squadra.

Con questo non si intende dire che bisognerebbe eliminare tutti i giocatori più esperti, altrimenti il roster sarebbe meno folto, ma ci si aspetta che la personalità del Giovane Principe fuori dal parquet inizi a crescere tra qualche anno, quando l'età anagrafica lo aiuterà. Inoltre non bisogna dimenticare la presenza di Joel Embiid, talentuoso pivot camerunese che ad oggi rappresenta il vero leader emotvio di Philadelphia. Un effige posta sul capo del The Process proprio dallo stesso Simmons, personalmente lieto di poter condividere la leadership della propria squadra con il proprio compagno.

LE DICHIARAZIONI DEI GRANDI

Pare che Dwyane Wade abbia già trovato la sua risposta alla domanda posta sopra, date le dichiarazioni dopo la gara 5 che ha consegnato a Philadelphia le agoniate Semifinali di Conference. Parlando di tutta la squadra ma soffermandosi in particolare su Joel Embiid e Ben Simmons:

"Con loro, il futuro è luminoso. Il The Process è qui, ora. Ben gioca come un veterano, vede il campo, vede il gioco, è impressionante".

Nonostante la sentita benedizione di Wade, recente avversario di Simmons nel 1° turno dei PO, decidere oggi forse è troppo prematuroai posteri l'ardua sentenza. Bisogna comunque ammettere che, per quanto visto sul parquet, il possibile avvicendamento generazionale tra LeBron James e Ben Simmons è tanto plausibile quanto auspicabile. Senza ombra di dubbio il Giovane Principe di Philadelphia possiede tutti i mezzi necessari per ripercorrere le gesta del Re ma come ci insegnao i precedenti storici, confermarsi e migliorarsi nel corso di una carriera in NBA è un'impresa possibile solo ad un drappello di leggendari eletti.

 

 

 

 

 

 

 

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