Cleveland Cavaliers

Il regno di LeBron James a Cleveland potrebbe estendersi oltre il 2018

I nuovi volti dei Cavalier sembrano aver rinvigorito l'entusiasmo del Re

Antonello Brindisi
12.02.2018 21:35

L'importante rifondazione imposta dai Cavaliers nell'ultimo giorno di mercato sembra aver portato una ventata d'entusiasmo in Ohio, mostrando una squadra finalmente coesa sul parquet e pronta a mettere in gioco quello spirito di sacrificio da sempre professato dal proprio uomo franchigia, LeBron James. La stima e la fiducia espressa dal Re nei confronti dei nuovi volti di Cleveland è senza dubbio la principale fonte di gioia e speranza per i tanti tifosi dei wine & gold, pronti a scommettere, alla luce dei fatti, sulla permanenza e sulla lealtà del proprio beniamino.

Nonostante la grande vittoria ottenuta nella notte appena trascorsa al TD Garden di Boston (partita terminata 99 a 121), i tanti cambiamenti in corso d'opera penalizzeranno di certo la stagione dei Cavaliers, attualmente alla ricerca del proprio io cestistico e oggettivamente troppo distanti dal collaudato sistema di gioco dei Golden State Warriors per poter puntare con convinzione al Larry O'Brien Trophy nel corso della prossima postseason. Un ragionamento ben noto anche alla dirigenza di Cleveland che, proprio per questo ha deciso di rinnovare il proprio roster per preservare la propria competitività e convincere così LeBron James a prolungare il proprio contratto con la franchigia dell'Ohio.

The Choosen One non ha mai nascosto la volontà di perseguire dei nuovi obiettivi personali, soprattutto in merito al ricambio generazionale della NBA: argomento sempre piuttosto caro al campione da Akron (clicca qui per saperne di più). La mancanza di un vero nucleo di talento futuribile e l'intricata situazione salariale in vista della Free Agency 2018, avevano incredibilmente allontanato LeBron James dai Cavaliers, palesando sempre più la possibilità di un clamoroso trasferimento nella Città degli Angeli (clicca qui per saperne di più). Posta dinanzi a quest'incombente tragedia sportiva, la dirigenza di Cleveland ha preso di petto la situazione, coinvolgendo nella recente scoperta dell'elisir della giovinezza proprio quei Los Angeles Lakers che dovrebbero rappresentare la maggior insidia nella corsa al Re.

Una scelta quantomai imprevedibile che ha immediatamente sollevato un intenso dibattito mediatico. Se inizialmente l'arrivo di due profili di talento come gli ex gialloviola Jordan Clarkson e Larry Nice Jr. sembrava esser stato dettato da un'imposizione del G.M. Koby Altman sulla volontà del Re (la cessione forzata di Dwyane Wade rimane tutt'ora una verità nascosta), la percezione della rifondazione Cavs prende invece un'inedita prospettiva grazie alle parole dello stesso LeBron James. Il campione statunitense è apparso visibilmente rincuorato e piuttosto stimolato dal compito di "Cicerone" che grava ora sulle spalle del numero ventitre:

"Abbiamo rivoluzionato il nostro roster, non sarà facile confermare i nostri obiettivi dopo un così grande cambiamento ma ci proveremo lo stesso".
"Questo è il bello del nostro lavoro, poter stravolgere i pronostici e stupire tutti quanti. Le cessioni sono state importanti e dolorose, soprattutto al livello umano, non è mai facile dividersi dagli amici ma era un sacrificio che andava fatto. Sono molto contento del lavoro svolto da Koby Altman, ci ha regalato tanti giovani di sicuro avvenire".
"Personalmente mi piacciano molto come tipologia di giocatori, abbiamo guadagnato un entusiasmo coinvolgente e una grande propensione atletica sul parquet. Sono sicuro che il futuro sarà ricco di soddisfazioni, dobbiamo solamente lavorare a testa bassa. Mi sento stimolato da tutto questo, è esattamente ciò che voglio fare nei prossimi anni, essere da guida ai giovani talenti di questa lega e trasformarli in giocatori completi ed esperti".
"Sarà difficile farlo subito, così da presentarci al massimo delle nostre potenzialità nei Playoffs ma questo è il mio lavoro! Il mio compito non è solo trascinare la squadra in termini di punti, devo mettere nella migliore condizione i miei compagni, devono avere la possibilità di integrarsi il prima possibile nel nostro sistema di gioco. Questo è il mio compito principale!" .
"Ripeto sarà molto complicato ma ho estrema fiducia nei nuovi volti".

L'arrivo dei vari Jordan Clarkson, Larry Nice Jr. e Rodney Hood (ai quali si unisce l'acquisto dell'esperto George Hill) sembra inoltre aver improvvisamente svegliato la rimanente compagine di campioni che non è stata toccata dalle manovre di Koby Altman: da Tristan Thompson a J.R. Smith il messaggio che è stato recepito è il medesimo, è necessario impegno e voglia di competere per conservare uno spot nel roster dei Cavs. Una linea di pensiero largamente condivisa da LeBron James, apparso estremamente grintoso e determinato sul parquet del TD Garden proprio in funzione di questo messaggio emotivo nei confronti dei propri compagni.

La soddisfazione espressa dal Re in merito al grande impatto delle giovani stelle (bisogna infatti ricordare che nella sfida contro i Celtics i tre giovani hanno combinato un totale di 37 pts per un totale di +26 nel confuto del plus/minus a fine partita) è apparsa piuttosto marcata, sottolineata non solo dalla solita prestazione nell'economia del gioco (24 pts, 8 reb, 10 ast) contro Boston, partita in cui LeBron James ha costantemente messo in ritmo i nuovi compagni di squadra, ma soprattutto dagli evidenti messaggi di gioia che il fuoriclasse NBA ha voluto mandare dalla propria panchina. Un segnale emotivo di rara importanza che pone oggi più che mai LBJ al centro del progetto tecnico di Cleveland, allontanando con impeto l'ombra di un possibile trasferimento.

LeBron James ha infine concluso la propria intervista rivolgendo un pensiero ai tanti campioni partiti sul filo della trade deadline, rispondendo velatamente alla critiche mosse recentemente da Isaiah Thomas, minimizzandole e chiudendo così di fatto un breve rapporto colmo di incomprensioni e aspettative non mantenute:

"Abbiamo perso tanti giocatori di valore, personalmente ho dovuto mettere davanti il bene della franchigia a molti affetti, è sicuramente doloroso salutare dei compagni come Channing Frye e Dwyane Wade".
"Per quanto riguarda Isaiah Thomas gli auguro tutto il bene possibile a Los Angels. E' un grande giocatore e sicuramente ha pagato il fatto di tornare da un brutto infortunio. Riprendere in mano il proprio gioco dopo sette mesi di inattività è difficile per chiunque ma lui sta rispondendo con forza ed orgoglio a questa situazione e sono sicuro che tornerà ad essere se stesso!".
"Purtroppo però noi non potevamo permetterci il lusso di aspettarlo, spesso Isaiah ha dato l'impressione di giocare solo per trovare la forma migliore e questo non era possibile in un contesto sempre improntato alla massima competitività come quello dei Cavs".

Vedremo se la voglia di emergere nel panorama NBA e il travolgente entusiasmo portato dai nuovi volti dei Cavaliers riuscirà rivalutare la stagione corrente degli uomini di Tyronn Lue. In attesa della risposta emotiva sul parquet dei propri uomini e del ritorno di Kevin Love dall'infortunio (il giocatore ha subito una frattura della mano sinistra), Cleveland sembra aver già incassato la vittoria più importante della propria stagione, convincere LeBron James della validità del proprio progetto. Il regno del Re in Ohio sembra pronto ad estendere il proprio dominio temporale, alimentato costantemente dallo spregiudicato fuoco della gioventù.

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