Dallas Mavericks

Una scelta che vale la stagione: Dallas sfoglia la rosa dei pivot!

Cousins, Capela o Jordan: chi sarà il centro titolare dei Mavericks?

Riccardo Poletto
27.06.2018 09:16

Una stagione da dimenticare, una squadra tutta da inventare: Dallas sarà il dark horse del prossimo anno. Grazie al brutto record ottenuto, però, i Mavs hanno avuto un posto privilegiato nella lottery per il draft, che ha regalato ai texani la quinta scelta diventata poi terza tramite trade. Il rookie che i Mavericks hanno cercato così tanto porta il nome di Luka Doncic, che andrà a formare un dynamic duo con Dennis Smith Jr: i due sono per ora l'unica certezza della franchigia e serviranno da base su cui costruire una nuova squadra giovane, ma da subito pronta a competere per i Playoffs.

La scelta di una point guard al draft suggerisce quale sarà l'obiettivo numero uno per Dallas: firmare un centro di livello che vada a completare lo starting five. Con un Dirk Nowitzki ormai super veterano, Salah Mejri e Nerlens Noel non bastano per garantire solidità nel reparto lunghi, motivo per cui la dirigenza si è messa subito a cercare dei nomi appetibili tra i Free Agent a disposizione quest'estate. I maggiori indiziati sono DeAndre Jordan, Clint Capela e DeMarcus Cousins.

Il centro dei Clippers è ormai in rottura con l'ambiente losangelino e ha già fatto conoscere la sua volontà di cambiare aria. La destinazione prediletta da Jordan sarebbe Houston, dove troverebbe senz'altro una contender che non sarebbe però disposta a dargli il massimo data anche la forte presenza di un Capela in netta crescita. Per questo motivo DeAndre potrebbe decidere anche di unirsi ai Mavs, che potrebbero accontentare le sue richieste dato l'ampio spazio salariale a disposizione. 

Dalla parte di Dallas, però, quello del giocatore dei Clippers potrebbe anche non essere esattamente il profilo adatto. Grande forza fisica, grande difesa, ma limitato in attacco soprattutto dall'incapacità di aprirsi ed essere pericoloso anche dal mid-range, abilità che non può mancare ad un centro di una squadra con Dennis Smith Jr, che ha atletismo e ama attaccare il ferro. D'altro canto, però, le caratteristiche di Doncic sono appetibili a quelle di Jordan: grazie all'abilità nel passaggio e nell'orchestrare il pick and roll, lo sloveno potrebbe mettere DeAndre nella condizione di fare ciò che sa meglio, ossia metterla dentro dallo short-range.

Un'alternativa simile a Jordan sarebbe Capela, che per caratteristiche ricorda il lungo targato Clippers, ma ha un margine di crescita nettamente maggiore dato che la carta d'identità riporta l'anno 1994 (contro i 29 anni di DeAndre). Anche per il centro svizzero si deve dire che potrebbe non essere l'identikit del giocatore ideale per Dallas, ma sicuramente da questo punto di vista è un passo avanti al suo collega: nonostante le scarse capacità fuori dall'area, Clint è abituato a giocare con James Harden, che è nella top 3 dell'NBA dei giocatori di 1 contro 1 anche grazie a Capela, maestro nell'aprire gli spazi sulle penetrazioni al ferro.

Ma perché il centro in forza ai Rockets dovrebbe decidere di lasciare una contender per unirsi ad una squadra molto meno blasonata? Facile, per ragioni economiche: l'agente di Clint ha già fatto sapere alla dirigenza di Houston che il lungo è interessato ad avere il massimo salariale, cifra che la franchigia non può sborsare a cuor leggero data la volontà di aggiungere un'altra stella al roster. I Mavs, invece, hanno dalla loro parte ampie possibilità, compresa quella di accontentare le altrimenti difficili richieste di CC, il quale troverebbe a Dallas comunque un ambiente che ha voglia di fare bene. Non bene come i Rockets, ma comunque bene.

Il discorso è molto diverso per DeMarcus Cousins, che ha qualità quasi opposte a quelle dei precedenti. Cousins può ricoprire anche il ruolo di ala grande oltre a quello del centro puro grazie alle sue doti tecniche, che non sono frequenti su un uomo di due metri e undici per 120 chili. Con un giocatore come DMC la squadra sarebbe versatile e dinamica, e ovviamente avrebbe molte più soluzioni in attacco: mentre Jordan e Capela non sono giocatori da isolamento, Cousins può permettersi di avere un certo numero di possessi a sua disposizione. In secondo luogo, con il lungo Pelicans i Mavs possono decidere di variare il loro gioco, alternando possessi di 5 fuori a possessi di 4 fuori e 1 dentro.

Nell'ottica del giocatore non dovrebbero nemmeno esserci degli impedimenti così grossi. Lasciare New Orleans sarebbe sì complicato dopo una stagione in cui la squadra ha dato il meglio di sé, ma comunque una decisione consigliabile data l'instabilità del roster, con un Anthony Davis con un piede fuori dalla porta e la posizione più scomoda da avere nella lega (non abbastanza pronti per essere una contender, ma troppo per essere un lottery team). Certo, Cousins è corteggiato anche da altre franchigie che hanno un fascino nettamente superiore a Dallas (vedi Lakers o Cavs), ma un ambiente come quello texano non è affatto tra i meno accattivanti della lega.

Attenzione però, perché Cousins è un'arma a doppio taglio sia per motivi disciplinari che per motivi fisici. I problemi comportamentali di DMC non sono una novità, dato che il giocatore è spesso e volentieri sopra le righe in campo, e quindi una squadra che decide di ingaggiarlo deve mettere in conto di dover avere a che fare con queste difficoltà. L'incognita rimane però la tenuta fisica, dato che DeMarcus arriva da un lunghissimo stop per un brutto infortunio al tendine d'achille da cui non è scontato che una persona con la sua stazza riesca a riprendersi.

In definitiva, pare chiaro che la via più facile da percorrere per i Mavericks sia quella che porterebbe a DeAndre Jordan, date le modeste richieste e la poca concorrenza del resto dell'NBA. Pur essendo la più semplice, però, non è detto che sia quella giusta: Clint Capela, per caratteristiche e possibilità di migliorare nei prossimi anni, potrebbe essere preferito a Jordan, che invece è un giocatore ormai fatto e finito. Sullo sfondo, però, l'idea di cercare un accordo con DeMarcus Cousins non sembra male, con tutti i dubbi e le incertezze del caso: una scommessa vinta potrebbe essere sinonimo di successo...

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