Utah Jazz

Jae Crowder vs Jimmy Butler: è scontro totale su Twitter

04.03.2018 13:30
Fra le “minacce” che la NBA si trova a dover fronteggiare di questi tempi vi è senza dubbio anche la tecnologia. I social network come Facebook, Instagram e Twitter, infatti, offrono terreno fertile per il trash talking di Joel Embiid o per le frecciatine di Marcin Gortat rischiando di distogliere l'attenzione di tifosi ed esperti dal basket giocato e dallo spettacolo offerto dal campo. Ma non solo, spesso i giocatori sfruttano i social per alimentare le tensioni che si originano sul parquet e che sul parquet dovrebbero rimanere. E' il caso di Jimmy Butler che ieri notte, dopo la sconfitta dei suoi Minnesota Timberwolves sul campo degli Utah Jazz, ha avuto un acceso confronto a colpi di cinguettii con il suo avversario Jae Crowder. L'ex Chicago Bulls, out dalla sfida per infortunio, non ha gradito l'atteggiamento di Crowder: in particolare a Butler non è andato proprio giù ciò che è successo nel quarto periodo quando l'ala degli Jazz ha ricevuto un fallo tecnico per aver discusso con l'allenatore dei Timberwolves Tom Thibodeau. Il texano non le ha mandate a dire a Crowder e ha twittato:
“Jae stai lontano dal mio coach se non vuoi qualunque tipo di conflitto”
Il tweet suona molto come una minaccia anche se è più probabile che l'intenzione di Butler fosse quella di calmare il suo collega. Sta di fatto che la risposta di Crowder non si è fatta attendere. Sempre via Twitter, infatti, l'ex Boston Celtics ha invitato Butler a “confrontarsi” con lui di persona:
“Io non uso Twitter per lagnarmi, quello lo lascio fare a te... Ma tu hai il mio numero di telefono e conosci il mio indirizzo di casa...!!! Il resto può essere storia"
Attenzione però, il messaggio è stato accompagnato da due emoticons del diavoletto che sorride. Insomma, nonostante le sue parole, è difficile credere che Crowder voglia veramente risolvere la questione con una “rissa da strada”; molto più verosimilmente il giocatore degli Jazz ha sfruttato l'“assist” di Butler semplicemente per svagarsi facendo un po' di “sano” trash talking. Insomma, al 99% i due si saranno già chiariti e nel giro di qualche giorno i loro tweet non saranno altro che acqua passata. Ancora una volta, però, ciò che è accaduto sui social network ha avuto una rilevanza maggiore rispetto a ciò che è successo nel rettangolo di gioco e questo in una lega così importante come la NBA non può capitare; anzi, non deve capitare.

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