Boston Celtics

Marcus Morris alza il muro biancoverde: “James non ci sorprenderà!”

La grande efficienza nella fase di contenimento dei Celtics è pronta a frenare lo strapotere del Re, parola di Marcus Morris e sopratutto di coach Brad Stevens.

Antonello Brindisi
13.05.2018 21:32

Davanti all’ormai imminente resa dei conti, Boston si prepara ad affrontare la propria nemesi, quel giocatore che ormai dalla postseason del 2010 ha più volte arrestato le ambizioni del TD Garden, LeBron James. Nonostante il valore tecnico dei Cavaliers, le formidabili gesta del Re continuano a personificare i Playoffs dei Wine&Gold, imponendo dunque la massima attenzione alla compagine biancoverde. Ad alzare l’asticella delle aspettativein casa Celtics ci ha pensato Marcus Morris, ad oggi il principale interessato nella marcatura a uomo sul numero ventitre di Cleveland.

Memore delle difficoltà psicologiche e tattiche affrontate dai Toronto Raptors nel reiterato confronto patito nelle ultime due stagioni contro la leadership del Re, il numero tredici dei Celtics ha esposto il proprio punto di vista sull’adeguato atteggiamento difensivo da utilizzare contro James, soffermandosi particolarmente sull’inefficienza di una semplice copertura ad uomo. Certo la prontezza dello stesso Marcus Morris (accoppiato per ben 55 volte con LBJ nel corso degli incontri disputati nella regular season) e Jaylen Brown (unico profilo ad aver svolto un maggiore carico di lavoro sul Re con 56 confronti nell’1 vs 1) sarà fondamentale per le sorti della franchigia del Massachusetts:

“Dobbiamo essere pronti a limitare LeBron James. Senza ombra di dubbio, stiamo parlando di una delle principali leggende di questo sport, è normale patire delle evidenti difficoltà contro di lui ma non possiamo permetterci di chinare la testa come mostrato dai Toronto Raptors. Per carità, non voglio mancare di rispetto al loro progetto ma guardando da spettatore il loro confronto, mi pare evidente che la resistenza opposta a James sia stata piuttosto esile”

“James è un giocatore formidabile, capace di trovare una soluzione anche nei momenti di maggiore difficoltà, non si può lasciare la libertà di muovere la palla come meglio crede ad un campione del genere. Io sono uno dei migliori difensori nell’1 vs 1 contro di lui ma sarebbe stupido pensare di portare a casa la serie con una contromossa del genere. Dobbiamo essere bravi a togliere ogni possibilità di mettere a segno canestri facili. È necessario isolarlo durante la fase offensiva dei Cavaliers per limitare l’apporto dei suoi compagni di squadra”.

“Al resto ci penseremo io, Jaylen e Al, abbiamo sempre svolto un buon lavoro su di lui e continueremo a farlo anche nel corso di questa serie. James ha dimostrato di subire la nostra pressione e dobbiamo essere bravi a cavalcare queste difficoltà applicando dei continui cambi difensivi per costringerlo a forzare le proprie decisioni. Se lo lasciamo agire come meglio crede, il risultato non sarà diverso dal destino dei Raptors”.

Effettivamente in marcatura su LeBron James, Marcus Morris ha svolto un egregio lavoro nel corso della regular season, costringendo il Re a chiudere il proprio confronto con la realtà biancoverde con una media di 24 ppg (8 su 16 dal campo), 10 apg e 1 turnover nei 55 confronti sostenuti contro il numero tredici dei Celtics. Nella sola vittoria ottenuta dagli uomini di coach Brad Stevens contro i Cavaliers, la stoica difesa attuata da Morris ha costretto The Choosen One ad un magro bottino di 13 ppg (con il 36% dal campo, 4 su 12 al tiro) su 30 possessi. Numeri da capogiro se consideriamo la stagione monstre del Re, un risultato possibile solo grazie al continuo supporto dell’intero quintetto di Boston, pronto a chiudere qualsiasi sfogo nella sua manovra offensiva.

Un indizio captato all’unisono dal gruppo biancoverde grazie al lavoro svolto nel corso dei 1° turno dagli Indiana Pacers, primi avversari di LeBron James in questi Playoffs. L’aggressività e lo spirito di sacrificio mostrato dalla franchigia di Indianapolis ha portato alla luce tutti i limiti tattici dello starting-five di Cleveland, apparso estremamente vulnerabile nel momento in cui il Re si è visto costretto a delegare l’esito dell’attacco dei Wine&Gold ai propri compagni. Un merito esposto chiaramente anche da Marcus Morris:

“Quando sono arrivato qui, Danny Ainge mi ha spiegato chiaramente i compiti che dovevo ricoprire nell’eventuale confronto con James. Fisicità, sinergia con la squadra e una forte decisione d’intento, tutte queste caratteristiche sono state utilizzate anche dagli Indiana Pacers in questi PO. Penso che il loro lavoro sia stato eccellente, hanno messo in difficoltà James e i Cavaliers più di chiunque altro e credo che quella, sia la strada giusta da seguire se vogliamo superare i nostri avversari”.

Il TD Garden è pronto ad incarnare la forza d’animo e la grinta cestistica mostrata da Marcus Morris in queste prime battute delle Finali di Conference. Mantenere il fattore campo è senza ombra di dubbio il principale obbiettivo della compagine biancoverde. Vedremo se gli uomini di Brad Stevens riusciranno a trasporre ancora una volta la caratteristica resilienza bostoniana sul parquet di casa, rendendosi protagonisti dell’ennesima impresa stagionale di questo giovane gruppo.

Commenti

Tony Parker e l'obbiettivo delle 20 stagioni in NBA!
TIMEOUT | DeMar DeRozan: un supereroe atipico