Boston Celtics

Non si può fuggire dal proprio passato: Boston saluta Kyrie Irving!

Il ginocchio sinistro di Kyrie Irving pone fine alla stagione del fuoriclasse biancoverde, svelando i retroscena del famoso dibattito messo in atto con i Cleveland Cavaliers.

Antonello Brindisi
05.04.2018 21:23

Come un fulmine a ciel sereno, la notizia del nuovo intervento chirurgico a cui si dovrà sottoporre a breve Kyrie Irving, piomba nello sgomento e nell’inquietudine sopra il tetto del TD Garden. Il recente scetticismo espresso da coach Brad Stevens, che evidentemente aveva già parlato con il giocatore, risuonano ora tra le fila dei tifosi biancoverdi portando con se una drammatica verità: il fuoriclasse con il numero undici non prenderà parte ai Playoffs del 2018. Una notizia che sembra quindi condannare le speranze dei Boston Celtics, costretti ad affrontare la tanto bramata postseason della consacrazione senza i propri campioni, Kyrie Irving appunto e Gordon Hayward (assente dalla prima partita della regular season a causa della rottura della tibia e della caviglia sinistra).

Il tanto discusso pomo della discordia nato tra Uncle Drew e i Cleveland Cavaliers trova quindi il proprio epilogo, svelando così la vera natura di quella maledizione che il playmaker biancoverde sembrava trascinarsi sulle spalle da ormai 3 anni a questa parte. Nonostante la pioggia di critiche a cui è stato sottoposto lo staff medico dei Celtics, il precedente intervento di pulizia dell’articolazione effettuato il 24 marzo, sembra infatti aver evidenziato la causa della costante infiammazione cartilaginea nel ginocchio sinistro di Kyrie Irving. Il dolore sembra infatti provenire da una sottostimata infezione che si è generata nei pressi delle due viti presenti nella rotula.

I due frammenti di ferro provengono dal precedente intervento alla medesima articolazione a cui il giocatore si era sottoposto durante la propria militanza nei Cavaliers. Le viti non furono mai rimosse dallo staff medico di Cleveland per favorire il corretto assestamento dell’articolazione, dimenticando colpevolmente di monitorare un eventuale rigetto del corpo estraneo nei mesi a seguire. Un errore di sufficienza commesso a settembre anche dai Celtics, rei di aver confidato in una quanto mai velleitaria terapia conservativa, posticipando irrimediabilmente le dovute cure per il benessere fisico di Kyrie Irving.

Una scelta che di fatto ha condannato le speranze di gloria dei Celtics, costretti ora a salutare il proprio faro offensivo per l’intera postseason. Uncle Drew dovrà infatti sottoporsi ad un nuovo intervento chirurgico (questa volta maggiormente invasivo), per rimuovere definitivamente i due frammenti presenti nella rotula sinistra. Con ogni probabilità l’operazione sarà programmata nel breve periodo (non è escluso che Irving venga operato venerdì), costringendo il giocatore ad un recupero di circa 4/5 mesi. Un lasso di tempo ben più grande rispetto alle 6 settimane previste dalla precedente terapia.

Il ritorno di Kyrie Irving è quindi prefissato ora per il prossimo training camp. Un duro colpo, forse troppo pesante da smaltire nel breve periodo dalla giovane compagine a disposizione di Brad Stevens, che sembra proiettare Boston in un interminabile oblio. Solo il G.M. Danny Ainge, per il momento, sembra trovare le forze per proiettare un bagliore di speranza nel tetro background biancoverde, auspicando il definitivo termine ciclico della maledizione di Kyrie Irving:

So che sembra assurdo sentire queste parole proprio oggi ma il nostro futuro ha già tratto i proprio benefici da questa scelta. Quando parlavo di un dolore con cui convivere per Kyrie intendevo proprio questo. Fortunatamente abbiamo trovato il modo di intervenire, consentendo al giocatore di poter finalmente ristabilire al 100% la propria integrità fisica”.

Ripeto noi guardiamo ad un successo pluriennale e per rendere possibili i nostri obiettivi abbiamo necessariamente bisogno del miglior Kyrie Irving. Non importa se è necessario sacrificare una postseason, abbiamo il dovere di garantire il miglior scenario possibile ai nostri tifosi. Con il contemporaneo recupero di Kyrie e Gordon possiamo dire la nostra per molti anni da qui a seguire!”.

Le speranzose parole espresse da Danny Ainge non sembrano però poter lenire la profonda ferita sul cuore dei tifosi biancoverdi, costretti ad assistere al lento deragliamento delle proprie ambizioni di successo. Far ripartite il consueto entusiasmo stagionale sembra quantomai difficile oggi per il TD Garden, fattore che sembra quindi condannare il cammino dei Celtics nell’incombente postseason, costretti a portare senza le necessarie energie, il pesante stendardo della 2° testa di serie della Eastern Conference.

La residua scintilla generata dalla storica resilienza biancoverde è quindi riposta nelle gesta dei giovani Jaylen Brown, Jayson Tatum e Terry Rozier ma il sapore che assaggiano in questo momento i tanti tifosi dei Celtics non può che essere quello dell’amaro gusto della rassegnazione.

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