Portland Trail Blazers

Giovani ed ambiziosi: i Portland Trail Blazers sono pronti a stupire

Antonello Brindisi
14.02.2018 17:49
In una Western Conference sempre più propensa ad innalzare il dominio delle principali candidate al titolo NBA (i Golden State Warriors sembrano pronti a bissare il proprio successo, contrastati principalmente dall'avvento degli Houston Rockets), la giovane ed ambiziosa realtà dei Portland Trail Blazers rappresenta probabilmente la principale sorpresa dell'Ovest (un primato condiviso spesso con il progresso dei Denver Nuggets). Il merito principale della franchigia dell'Oregon è senza dubbio la costanza di rendimento espressa ormai da circa un anno solare dagli uomini a disposizione di coach Terry Stotts, pronto a dare una fiducia pressochè illimitata agli ampi margini di miglioramento mostrati dal proprio starting five. La chiave di volta di questo marcato progresso è senza dubbio la continuità di gioco garantita dall'head coach statunitense ad almeno quattro elementi del proprio quintetto titolare: Damian Lillard, C.J. McCollum, Jusuf Nurkic e d Al-Farouq Aminu. Il tempo passato insieme sul parquet ha così garantito un ingente bagaglio d'esperienza ai giocatori, ad oggi stelle indiscusse del Moda Center. Naturalmente il principale beneficiario della filosofia di gioco imposta da coach Stotts è stato il talentuoso backcourt dei Blazers, trasformatosi per merito in un binomio di livello assoluto nell'intero panorama NBA. Sia Damian Lillard (25.8 ppg, 4.5 rpg, 6.5 apg, 1.0 spg) che C.J. McCollum (21.6 ppg, 3.9 rpg, 3.2 apg, 1.0 spg) sembrano ormai pronti a candidarsi stabilmente nella cerchia delle All-Star grazie alla migliore stagione della loro carriera (in termini statistici si tratta di un career-high globale in tutte le voci sopracitate), che sta regalando al pubblico dell'Oregon un entusiasmante mix di solide prestazioni da giocatori d'esperienza intervallate da autentici exploit personali. Il numero zero di Portland ha recentemente raggiunto quota 10.000 punti segnati in carriera (record stabilito nella sconfitta rimediata il 3 febbraio scorso contro i Toronto Raptors), conquistando finalmente quella convocazione all'All-Star Game inseguita invano nelle ultime due stagioni. Uno status sociale ampiamente confermato dalla mostruosa prestazione del 9 febbraio scorso contro i Sacramento Kings: 50 punti segnati in appena 29 minuti di gioco sul parquet, un record personale che raggiunge nella storia i 60 punti in 29 minuti di Klay Thompson nel dicembre del 2016 e i 50 punti fatti segnare il 31 gennaio del 2018 dal proprio compagno di squadra C.J. McCollum. Ancor più della consacrazione di Lillard, è infatti la grande crescita della shooting guard dei Blazers ad offrire la prova più evidente dei progressi ottenuti da Terry Stotts nel corso della propria gestione pluriennale. Conquistata la piena maturità cestistica, il numero tre di Portland sembra pronto ad affiancare il proprio leader emotivo al comando dello starting-five, garantendo così una notevole continuità nella produzione offensiva della propria squadra. Poco importa quindi se il recente tentativo di assorbire il contratto di DeAndre Jordan dai Los Angeles Clippers non sia andato a buon fine, considerata la già sufficiente copertura difensiva offerta da Al-Farouq Aminu (9.5 ppg, 7.3 rpg, 1.1 apg e 0.7 bpg) e Jusuf Nurkic (14.0 ppg, 8.1 rpg, 1.8 apg e 1.3 bpg) nel frontcourt dei Blazers, divenuti ormai delle autentiche certezze nel pitturato in entrambe le fasi di gioco. In particolar modo l'innesto di Nurkic è coinciso con l'avvento stabile di Portland nei primi 8 posti della Western Conference. Il pivot bosniaco ha infatti garantito un target per le assistenze dei propri compagni, colmando allo stesso tempo la poca fisicità sotto canestro dei Blazers. Dopo una breve apparizione al primo turno dei playoffs della scorsa stagione nel proibitivo confronto con i Dubs, la franchigia dell'Oregon sembra pronta a bissare il traguardo dello scorso anno con l'obiettivo, mai nascosto, di recitare una concreta postseason da underdog: forte soprattutto della fiducia generata dall'attuale record di 31 vittorie e 26 sconfitte, risultato valido per il momentaneo 7° posto ad Ovest. La crescente consapevolezza nei propri mezzi ed un miglior piazzamento al termine della regular season potrebbero così garantire a Portland la spinta necessaria per migliore il traguardo ottenuto lo scorso anno, mettendo in mostra la validità del proprio progetto davanti al giudizio dei tanti campioni presenti sul mercato estivo della Free Agency 2018. Proprio sotto quest'ottica futura, non è da sottovalutare il grande lavoro svolto dal G.M. Neil Olshey nelle ultime ore a ridosso della trade deadline con la cessione del contratto di Noah Vonleh ai Chicago Bulls. Un sacrificio economico che ha permesso alla dirigenza dei Blazers di portare al disotto della luxury tax il proprio spazio salariale, regalando così una possibilità di rinnovamento del roster a disposizione di coach Stotts nel corso del mercato estivo. Trasportati da un entusiasmo quantomai contagioso, le giovani stelle di Portland sono pronte a stupire nuovamente il panorama NBA, dimostrando così di poter competere a "testa alta" contro le principali contender al Larry O'Brien Trophy. Vedremo se il talento e l'entusiasmo di questi spregiudicati Blazers riuscirà a contenere la marcia imperiale dei Golden State Warriors, prossimi avversari degli agguerriti uomini di coach Stotts. Il vento dell'Oregon sembra aver drasticamente cambiato le proprie correnti, gettando una sottile brina d'entusiasmo tra le fila del Moda Center. Il futuro della NBA potrebbe essere già arrivato.

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