Phoenix Suns

Gli incredibili miglioramenti di Josh Jackson

Emanuele
18.02.2018 21:23
Chissà cosa avrà detto Jay Triano a Josh Jackson il 2 gennaio scorso, quando l'head-coach dei Phoenix Suns ha deciso di non far scendere in campo il rookie nella sfida di regular season contro gli Atlanta Hawks. Sì perchè da quel giorno la quarta scelta assoluta dell'ultimo Draft NBA ha accesso la lampadina e la differenza tra i numeri di inizio stagione e quelli fatti registrare nel 2018 è a dir poco sbalorditiva. Prima del 2 gennaio infatti Jackson aveva a referto medie di 9.0 punti, 3.5 rimbalzi e 1.1 assist a partita, con il 37.8% dal campo, il 23.9% da dietro l'arco e il 56.4% dalla lunetta in 21.6 minuti di media a notte. Da quella sera in cui non scese in campo invece il prodotto di Kansas Jayhawks ha messo su medie di tutto rispetto: 15.6 punti, 5.4 rimbalzi e 1.5 assist a partita, con il 44.2% dal campo, il 30.1% da dietro l'arco e il 69.2% dalla lunetta. Il tutto in 27.4 minuti di media a gara. Nelle ultime sette settimane circa, gli unici rookie, al di la di JJ, ad aver messo a referto almeno 15 punti, 5 rimbalzi e 1 assist di media a partita sono Ben Simmons e Lauri Markkanen, che al contrario del collega hanno dimostrato già dall'inizio della stagione di essere pronti per trascinare le loro rispettive franchigie. Ma se riducessimo ancor di più l'arco temporale in cui Phoenix è scesa in campo, ci accorgeremo che Jackson può vantare una media di 18 punti, 6 rimbalzi e 1 stoppata a partita, con il 45% dal campo, nelle ultime tre settimane. Soltanto altri 6 giocatori possono vantare dati del genere e stiamo parlando di Anthony Davis, Joel Embiid, Giannis Antetokounmpo, Kevin Durant, LaMarcus Aldridge e Karl-Anthony Towns. Insomma quello che sembrava essere un mezzo flop di inizio stagione (viste le altissime aspettative che gli addetti ai lavori e parte dei fans riponevano sul ragazzo) il primo anno in NBA di Jackson si sta rivelando una grande "campagna" da rookie. Troppo spesso ad inizio stagione abbiamo visto Jackson accontentarsi di prendere tiri dalla media distanza con basse percentuali di realizzazione, ma grazie alle sue coraggiose penetrazioni al ferro, la sua aggressività, determinazione e rabbia che si porta dietro da quel 2 gennaio 2018, Jackson si sta guadagnando piano piano la fiducia del suo coach. Un cambio di mentalità che l'ha portato dai 122 tentativi al tiro in 38 partite con una percentuale di realizzazione del 50.8% a 105 in 19 partite con una percentuale di realizzazione del 60.1%. Un aumento di consistenza e di efficienza notevole e lodevole. Dopo quello che è successo contro Atlanta quella sera, Jackson ha mostrato anche una certa maturità, difficile da trovare in un ragazzo di appena 21 anni, dichiarando ai media che il coach aveva ragione a tenerlo fuori perchè:
"I miei numeri sono in calo e Phoenix è una squadra migliore su entrambe le estremità del campo quando io non ci sono".
Da allora JJ si è rimboccato le maniche e ha cercato innanzitutto di utilizzare il proprio corpo per creare spazio e ottenere tiri aperti. E' chiaro che ci sono ancora scelte di gioco non proprio positive da parte del rookie durante una partita, ma i suoi miglioramenti sono sotto gli occhi di tutti e a dicembre nessuno avrebbe mai immaginato un Jackson in questo formato. Dopo la pausa All-Star il numero 20 avrà ancora altri due mesi per migliorare e limare i suoi difetti ed esclamare alla franchigia che, al fianco di Devin Booker, è lui il secondo violino del team!

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