Solo Kevin Durant si avvicina ai numeri di Michael Jordan

04.04.2014 10:05
E' abbastanza comprensibile il perchè, il 22 marzo scorso, la guardia dei Toronto Raptors Greivis Vasquez ha paragonato il favorito MVP Kevin Durant a Gesù. La sua prestazione è stata stupefacente: 51 punti, 12 rimbalzi, 7 assist e il canestro finale della vittoria messo a segno negli ultimi due secondi del doppio overtime. Tuttavia paragonare Durant a Gesù non ci permette di avere un metro di paragone attendibile. Il playmaker dei Denver Nuggets Ty Lawson, che gioca contro KD quattro volte ogni stagione come nemico nella Northwest Division, ha offerto un confronto molto più riconoscibili di quello del suo collega Vasquez.
"Sta facendo cose che non vediamo dai tempi di Michael Jordan"
Ed ha perfettamente ragione. Su più fronti in questa stagione, Durant sta volando nell'aria esclusiva di His Airness. Prendiamo le statistiche di Durant, proprio del 22 marzo contro Toronto che ha impressionato Vasquez. Nessun giocatore aveva raggiunto tali punteggi in una sola partita dal 1991-92 quando nell'aria della lega americana c'era il giocatore più forte di tutti i tempi, Michael Jordan. Ora Durant è sul punto di raggiungere altri numeri di MJ. Il 5 gennaio, quando il playmaker e compagno di squadra Russell Westbrook era assente per l'intervento chirurgico al ginocchio, Durant ha segnato 21 punti in 27 minuti nella vittoria contro Boston. Quella rimane l'ultima volta che la superstar degli Oklahoma City Thunder ha segnato meno di 25 punti in una partita. Questa notte contro gli Spurs, Durant per la 39esima volta di fila ha messo a referto 25 o più punti, per l'esattezza 28, interrompendo quella striscia di Parker, Duncan e Ginobili di 19 vittorie consecutive. Riaperta dunque la corsa per il primo posto della Western Conference. Durant ha fatto un altro passo in avanti, perchè venerdì sera contro Houston può pareggiare la moderna striscia di 40 fatta registrare da Jordan per ben due volte, nel 1986-87 e nel 1988. Per ritrovare statistiche del genere prima dell'era Jordan, dobbiamo tornare indietro di mezzo secolo, alla stagione 1963-64 quando Oscar Robertson andò a segno con 25 punti o più in 47 partite consecutive. Prima di lui fu Wilt Chamberlain a raggiungere la sorprendete cifra di 106 partite consecutive nel 1961-62. Ma torniamo ai tempi moderni, quelli dominati da MJ, perchè ce un'altra cosa che Durant può farci rivedere: con una media di 32.2 punti (51.2% dal campo e 41.2% da dietro l'arco), 7.6 rimbalzi e 5.7 assist, KD è sul ritmo giusto per diventare il primo giocatore ad avere una media di almeno 30 punti, 5 rimbalzi e 5 assist, con percentuali di tiro del 50%, proprio dal 1991-92, ossia quando in campo c'era Air Jordan. Quando Westbrook è stato fuori dopo Natale fino all'All-Star break, Durant ha avuto medie di addirittura 35 punti, 7.5 rimbalzi e 6.3 assist con il 52.7% dal pavimento e il 39.9% dalla linea dei tre punti. I Thunder grazie alle performance di Durant hanno ottenuto in quel periodo 20 vittorie e 7 sconfitte. Con o senza Westbrook Durant è attualmente il miglior marcatore della NBA e con meno di due settimane alla fine della regular season è praticamente scritto chi sarà a vincere il premio MVP. Tra l'altro il suo primo. Se riuscirà a portarselo a casa, sarà la seconda volta che Lebron James, quattro volte vincitore, abdicherà poco prima di poter diventare il primo giocatore a vincere tre Most Valuable Player consecutivi da..., no non da Michael Jordan, ma da Larry Bird periodo 1983-86. Se avete ancora qualche dubbio, Durant è stato nei primi cinque mesi della stagione, per ben quattro volte il miglior giocatore del mese della Western Conference. KD è il primo giocatore ad avere una media di 33 punti o più in tre mesi consecutivi da, avete indovinato, Jordan stagione 1989-90. Così quando Vasquez ha detto di Durant: "Lui è come Gesù in questa lega", forse si aspettava semplicemente che da un momento ad un altro avrebbe camminato anche sopra le acque, perchè tutto il resto Durant lo sta facendo.

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