Una pallacanestro all'insegna di Red Bull e caffè

26.05.2014 14:06
No, non è la solita colazione di chi deve iniziare la giornata col botto e deve ricordare il lavoraccio che gli spetta. E’ il menù di noi malati della palla a spicchi da aprile a giugno. Quante volte da genitori, fidanzate, sorelle e amici ci siamo sentiti dire sempre la stessa domanda: “Ma chi te lo fa fare?" E ogni volta, da noi arriva in egual modo la stessa risposta : “Tu non puoi capire!”. Già, non si può capire cosa noi amanti della NBA proviamo,  vivere e rivivere sette o otto infarti prima dell’ultimo tiro. Sperare che quel tiro maledetto entri, perdere le staffe per l’ennesima pubblicità mandata dalla ESPN che ti costringe a mettere su l’ennesimo caffè. Lamentarti per un fischio dubbio di Dick Bavetta, emozionarti per un assist insensato di Rajon Rondo, piangere se i tuoi Spurs buttano via a pochi secondi dal termine uno storico titolo contro la corazzata Miami. Parole, parole, parole, ma sono i nostri sguardi che ci caratterizzano per una costante: occhiaie!!!  Ogni anno la stessa storia, che sia la tua franchigia a giocarsi il titolo o un’altra, tu ti svegli perché non c’è spettacolo più alto qualitativamente nel panorama sportivo.  Un celebre spot ci suggerisce: “Dove lo straordinario accade”.  Questa è la National Basket Association, nulla è scritto, tutto può sorprenderti. Sfido chiunque a non provare per osmosi un groppo in gola al ringraziamento di Kevin Durant alla madre, il giorno della consegna del titolo di MVP. Perché, forse, il buon Durantula ha ragione, i veri MVP sono quelli che ci credono sempre,  quelli che fanno di tutto per rendere qualcosa possibile.  Magari nel nostro piccolo anche noi un po’ siamo MVP.  E’ un sacrificio andare a lavoro con tre ore di sonno, è impensabile se siete tipi normali.  Perché qualora non lo abbiate capito,  gli appassionati di NBA non sono persone comuni come le altre,  sono pazzi come i loro idoli, sono quelli che conoscevano Buffa 10 anni prima che fosse noto al mondo del calcio. E citando il più grande comunicatore sportivo nonché suo amico Flavio Tranquillo, non posso che dirvi: “Se non vi piace questa roba qua non vogliamo neanche conoscervi”. Claudio Battiato

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